Ultimamente molti colleghi di lavoro mi prendono da parte e cominciano a parlarmi dei loro problemi lavorati e famigliari, delle loro paure, dei loro sentimenti, dei loro sogno.
Li ascolto in assoluto silenzio e totale presenza.
Quando hanno finito di sfogarsi, si sentono più rilassati e mi ringraziano per averli ascoltati.
Questa “cosa” mi dà molto da pensare.
Perché le persone che in certi momenti si sentono frustrate vengono proprio a cercare me?
Non sono certo un santo e non fornisco loro nessuna soluzione;
eppure sembra che li attragga come una calamita.
Forse (e sottolineo forse) ciò di cui tutti noi sentiamo una inconscia necessità è semplicemente qualcuno che ci ascolti senza appiccicarci inutili etichette.
Si dice che i matrimoni finiscono e le liti inizino perché le persone non sanno comunicare.
Comincio a credere che sia vero l'esatto contrario.
Ci siamo talmente abituati a dover assolutamente dare un opinione su qualsiasi cosa
che ci dimentichiamo sempre di sentire con cuore e mente aperti chi ci parla.




