domenica, 26 aprile 2009 -
Cosa spinge una persona a provocare volontariamente male fisico e psichico ad altre persone?
Ho letto libri di psichiatria, religione e filosofia i cui autori si sono posti le medesime domande.
La risposta più semplice, però, la potrei scrivere citando testualmente un dialogo di una serie cinematografica di fantascienza in cui una bambina scrive nel proprio diario questo pensiero:
"Io ho una mia idea sul perché la gente arrivi a compiere azioni terribili.
La ragione è la stessa che incoraggia i bambini a prendersi a spinte nel cortile.
Se sei tu quello che le da non sarai tu quello che le prende.
Se sei tu il mostro, nessuno sarà nell'ombra in attesa ad aggredirti.
E' molto semplice in effetti.
Le cose terribili che la gente fa,
le fa perché ha paura."
Postato da molem - 22:58 -
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domenica, 12 aprile 2009 -
Lo specchio dei nostri progressi e regressi sono gli altri, come mi è stato più volte detto e come ho appurato personalmente.
Per alcune persone il mio carattere è peggiorato e si sono staccate da me.
Ho fatto un esame d'auto osservazione e la mia visione è diametralmente opposta alla loro.
Nei film d'azione televisivi, c'è sempre il buono che combatte contro i cattivi.
Questo buono è sempre una persona che (indipendentemente dal fatto che appaia duro come Rambo o dolce e sensibile) è molto carismatica e fa si che gli spettatori s'identifichino con lui.
La vera parte interessante dei film, però, sono i cattivi.
Avete mai notato che quando qualcuno mette i bastoni tra le ruote al protagonista viene visto come una persona antipatica, odiosa e fortemente detestabile?
Al contrario, appena uno di questi “cattivi” passa dalla parte dei buoni, gli appare attorno una specie di aura che lo rende affascinante.
Le persone sono sempre le stesse, ma a seconda che si schierino con o contro di noi, le percepiamo come un amico inseparabile o una minaccia da estirpare.
Coloro che si sono completamente staccati da me, avevano questa “sindrome del con me o contro di me”.
Fintanto che permettevo loro di manovrarmi, ero considerò un carissimo amico.
Ma io sono qui per vivere la mia vita, non la loro.
Essere totalmente sinceri con qualcuno può permettergli di crescere, ma se la stima che ha di se e il bisogno di proteggersi dal mondo (tentando di controllarlo) sono più forti del desiderio di capire se stessi e gli altri..... ogni aspetto della vita diventa semplicemente un “con o contro”.
Anch'io sono in parte schiavo di questo meccanismo automatico che di tanto in tanto esce fuori.
Fortunatamente, a mano a mano che cresce la consapevolezza su ciò che faccio (dico e penso) ad ogni istante, questo meccanismo si manifesta sempre meno in me e riesco sempre meglio a gestirlo.
Questo post è stato scritto per aiutare coloro che vogliono capire meglio se stessi e gli altri;
racchiude un piccolo insegnamento che può essere un pochino utile o completamente inutile, a seconda di come decidete d'interpretarlo.
Un abbraccio
Postato da molem - 10:34 -
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domenica, 05 aprile 2009 -
Mi sono scordato dove ho messo il tempo.
Appena trovo un po di tempo, lo cerco;
ma senza fretta.
Postato da molem - 02:01 -
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