mercoledì, 24 giugno 2009 -
Alle poche (ma per me estremamente importanti) persone con le quali ho condiviso questo Blog, dico
Grazie.
Ho deciso di licenziarmi dalla cooperativa dove lavoro ed accettare un lavoro assieme a tre carissimi amici Peruviani, nel loro paese.
Come ho imparato da Voi, e da me stesso, devo seguire senza paura le porte che mi si spalancano davanti.
Nonostante le numerose difficoltà che incontrerò, so già per istinto che mi troverò benissimo.
Un fortissimo abbraccio a tutti/e e grazie per aver condiviso con me una parte della stessa strada.
Postato da molem - 10:48 -
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giovedì, 11 giugno 2009 -
Ultimamente molti colleghi di lavoro mi prendono da parte e cominciano a parlarmi dei loro problemi lavorati e famigliari, delle loro paure, dei loro sentimenti, dei loro sogno.
Li ascolto in assoluto silenzio e totale presenza.
Quando hanno finito di sfogarsi, si sentono più rilassati e mi ringraziano per averli ascoltati.
Questa “cosa” mi dà molto da pensare.
Perché le persone che in certi momenti si sentono frustrate vengono proprio a cercare me?
Non sono certo un santo e non fornisco loro nessuna soluzione;
eppure sembra che li attragga come una calamita.
Forse (e sottolineo forse) ciò di cui tutti noi sentiamo una inconscia necessità è semplicemente qualcuno che ci ascolti senza appiccicarci inutili etichette.
Si dice che i matrimoni finiscono e le liti inizino perché le persone non sanno comunicare.
Comincio a credere che sia vero l'esatto contrario.
Ci siamo talmente abituati a dover assolutamente dare un opinione su qualsiasi cosa
che ci dimentichiamo sempre di sentire con cuore e mente aperti chi ci parla.
Postato da molem - 00:53 -
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domenica, 26 aprile 2009 -
Cosa spinge una persona a provocare volontariamente male fisico e psichico ad altre persone?
Ho letto libri di psichiatria, religione e filosofia i cui autori si sono posti le medesime domande.
La risposta più semplice, però, la potrei scrivere citando testualmente un dialogo di una serie cinematografica di fantascienza in cui una bambina scrive nel proprio diario questo pensiero:
"Io ho una mia idea sul perché la gente arrivi a compiere azioni terribili.
La ragione è la stessa che incoraggia i bambini a prendersi a spinte nel cortile.
Se sei tu quello che le da non sarai tu quello che le prende.
Se sei tu il mostro, nessuno sarà nell'ombra in attesa ad aggredirti.
E' molto semplice in effetti.
Le cose terribili che la gente fa,
le fa perché ha paura."
Postato da molem - 22:58 -
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domenica, 12 aprile 2009 -
Lo specchio dei nostri progressi e regressi sono gli altri, come mi è stato più volte detto e come ho appurato personalmente.
Per alcune persone il mio carattere è peggiorato e si sono staccate da me.
Ho fatto un esame d'auto osservazione e la mia visione è diametralmente opposta alla loro.
Nei film d'azione televisivi, c'è sempre il buono che combatte contro i cattivi.
Questo buono è sempre una persona che (indipendentemente dal fatto che appaia duro come Rambo o dolce e sensibile) è molto carismatica e fa si che gli spettatori s'identifichino con lui.
La vera parte interessante dei film, però, sono i cattivi.
Avete mai notato che quando qualcuno mette i bastoni tra le ruote al protagonista viene visto come una persona antipatica, odiosa e fortemente detestabile?
Al contrario, appena uno di questi “cattivi” passa dalla parte dei buoni, gli appare attorno una specie di aura che lo rende affascinante.
Le persone sono sempre le stesse, ma a seconda che si schierino con o contro di noi, le percepiamo come un amico inseparabile o una minaccia da estirpare.
Coloro che si sono completamente staccati da me, avevano questa “sindrome del con me o contro di me”.
Fintanto che permettevo loro di manovrarmi, ero considerò un carissimo amico.
Ma io sono qui per vivere la mia vita, non la loro.
Essere totalmente sinceri con qualcuno può permettergli di crescere, ma se la stima che ha di se e il bisogno di proteggersi dal mondo (tentando di controllarlo) sono più forti del desiderio di capire se stessi e gli altri..... ogni aspetto della vita diventa semplicemente un “con o contro”.
Anch'io sono in parte schiavo di questo meccanismo automatico che di tanto in tanto esce fuori.
Fortunatamente, a mano a mano che cresce la consapevolezza su ciò che faccio (dico e penso) ad ogni istante, questo meccanismo si manifesta sempre meno in me e riesco sempre meglio a gestirlo.
Questo post è stato scritto per aiutare coloro che vogliono capire meglio se stessi e gli altri;
racchiude un piccolo insegnamento che può essere un pochino utile o completamente inutile, a seconda di come decidete d'interpretarlo.
Un abbraccio
Postato da molem - 10:34 -
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domenica, 05 aprile 2009 -
Mi sono scordato dove ho messo il tempo.
Appena trovo un po di tempo, lo cerco;
ma senza fretta.
Postato da molem - 02:01 -
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venerdì, 27 marzo 2009 -
Scrivo perché non so scrivere.
Leggo perché non so leggere.
Parlo perché non so parlare.
In tutto ciò che facciamo, un “non” di troppo ci impedisce di essere.
Eliminare quel “non”, è il primo passo verso l'utopia sostenibile.
Il vero male di questo mondo sta nel fatto che ci è stato sempre detto che siamo insignificanti e non possiamo cambiare il mondo;
e noi, senza beneficio d'inventario, ci abbiamo creduto.
Postato da molem - 10:53 -
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domenica, 22 febbraio 2009 -
Fino ad oggi, ogni compleanno della mia vita, veniva festeggiato da una festa con amici o parenti.
Questa volta l'ho passato completamente solo prendendomi molto tempo per me stesso.
Venerdì ho comunicato all'azienda che sabato non avrei fatto le sei ore di straordinario che mi avevano richiesto.
Sabato mattina sono andato in libreria ed ho comprato un libro molto interessante che, per problemi vari, non riuscivo mai a comprare e che comunque non avrei mai avuto tempo di leggere.
Metamedicina - Ogni sintomo è un messaggio di Claudia Rainville
Un libro straordinario di 370 pagine in cui l'autrice spiega in modo molto semplice ciò che in anni di pratica Reiki e Shiatsu, fatti a persone con problemi fisici e mentali, ho intuito per mio conto senza però ben capirne il meccanismo a livello fisiologico e celebrale.
Le nostre malattie sono provocate da nostri problemi a livello conscio ed inconscio che ci rifiutiamo di risolvere o accettare.
Guarire semplicemente a livello medico una malattia non serve a nulla. Se non si estirpa la causa psicologica che l'ha provocata, ne arriveranno anche di ben peggiori.
Da sabato pomeriggio fino ad oggi......
Ho staccato il telefono.
Mi sono procurato una scorta di succo d'ananas e salatini.
Mi sono fatto una bella doccia.
Ho acceso candele per tutta la casa.
Ho messo della musica in sottofondo di Mike Rowland.
Mi sono fatto quattro auto-trattamenti energetici.
Ho risposto a due commenti sul post precedente di questo Blog.
Ho fatto due meditazioni di mezz'ora.
Ho letto tutto il libro (finito pochi minuti fa).
Mi sono fatto una bella cioccolata calda, ed ora me la sto sorseggiando mentre scrivo queste parole sul PC.
Da quando sono nato, ogni mio compleanno, era sempre improntato a passare il tempo con gli altri.
Questo lo sto trascorrendo con la persona che sto imparando sempre maggiormente ad amare più d'ogni altra;
Me stesso!
In assoluto il miglior compleanno che, fino ad ora, abbia mai trascorso.
Postato da molem - 21:47 -
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giovedì, 05 febbraio 2009 -
Oggi ho sperimentato la serenità.
Mi sono svegliato al mattino dicendomi:
<<per tutto il giorno, in ogni situazione, continuerò a ripetere a me stesso “io sono sereno” e a sentire questa sensazione dentro di me>>.
La mattina è stata molto piacevole.
Al pomeriggio, sul posto di lavoro, è successo di tutto.
Un collega ha perso il posto perché faceva troppi errori d'allestimento.
Un altro s'è ferito con del materiale molto tagliente ed è nato malumore per la scarsa sicurezza sul posto di lavoro.
Le pistole che leggono i fustelli ottici sono andate tutte in tilt.
I capi del magazzino, sentendosi frustrati dal grosso calo di lavoro che persiste da Gennaio, se la sono presa con tutti i dipendenti, rompendo le scatole su tutto per ogni futile motivo.
A me, avevano dato degli ordini speciali da fare per i quali ci ho messo l'intero pomeriggio.
Incredibilmente sono uscito indenne da tutto.
Se qualcuno, operaio o dirigente, mi osservava mentre lavoravo, gli sorridevo e continuavo il mio lavoro.
Quando alle 22.00 sono andato negli spogliatoi per cambiarmi ed andare a casa, erano tutti furibondi e mi hanno guardato come se fossi un extraterrestre.
<<Con tutto ciò che è successo, come fai ad esser così sereno?>> Mi ha chiesto il mio Capo cooperativa.
Sorridendo gli ho risposto <<Perché non me ne importa nulla. Oggi possono anche licenziarmi, ma non possono farmi arrabbiare. Sul mio umore ho il completo controllo>>
Oggi ho capito che le intemperie della vita ti piovono addosso comunque;
ma se non ti lasci influenzare da persone o avvenimenti e riesci a mantenere la giusta serenità, le cose “brutte” ti scivolano via.
Postato da molem - 01:31 -
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domenica, 01 febbraio 2009 -
Quando diciamo <<cambio la mia vita>> di solito pensiamo a cambiamenti radicali, importanti, fondamentali.
Pensiamo a cambiare lavoro (o a trovarlo).
Cambiare casa.
Cambiare amici.
Cambiare idee politiche o religiose.
In questi giorni mi sono dedicato a sperimentare piccoli cambiamenti di vita;
non per la loro utilità o per apparenti ragioni logiche, ma semplicemente per provare a capire cosa ciò potesse comportare dentro di me e nel mondo che mi circonda.
Il primo cambiamento è stato estetico.
Ho tagliato i capelli molto corti e li ho pettinati in modo differente.
Poi ho comprato vestiti che normalmente non metterei mai.
Qui una piccola parentesi sui miei gusti personali, che ho sempre avuto fin da piccolo.
Mi piacciono sia i maglioni in tinta unita sia quelli a colori variegati.
I colori che normalmente amo indossare sono il viola, il verde e l'azzurro.
I pantaloni sono quasi sempre di tutti i tessuti, tranne il jeans.
Manifesto una spiccata avversione per i vestiti firmati e tutto ciò che ha vistose scritte pubblicitarie di grosse dimensioni.
Ciò premesso, per due settimane mi sono vestito esclusivamente con abiti che detestavo indossare.
Dopi i primi quattro giorni, pian piano, ho cominciato ad abituarmici.
Tutto ciò che mi vedevo male addosso, lo indossavo.
Farlo a casetta propria con specchio e parenti è abbastanza facile, ma farlo in un posto di lavoro con molte persone (conosciute e non) che ti squadrano da capo a piedi, è tutt'altra cosa.
Lì ho preso atto dei miei disagi.
A mano a mano che i disagi sparivano m'accorgevo che qualunque cosa mettessi con disinvoltura, non veniva minimamente notata (quasi fosse una parte integrata di me).
Al contrario tutto ciò a cui, nonostante la buona volontà, non riuscivo proprio ad abituarmi, veniva subito notato come qualcosa di carino ma che a me non stava per nulla bene addosso.
Forse, ciò che emaniamo a livello vibratorio può influire su come gli altri valutano il nostro aspetto.
Altri cambiamenti li ho sperimentati nel mangiare.
Pane integrale anziché pane comune.
Caffè amaro anziché zuccherato.
Pasta di grano tenero anziché di grano duro.
Ecc...
Quando passi da un gusto al quale sei abituato ad uno totalmente diverso (o addirittura diametralmente opposto) il cervello interpreta ciò che mangi come “cibo dal sapore sgradevole”.
Anche qui, con un po di sforzo ed un minimo d'adattamento, bocca stomaco e cervello si abituano al cambiamento e cominciano a trovare l'intruglio sempre più accettabile, fino a considerarlo “gradevole”.
Da questo secondo esperimento ho ricavato altre due cosette che potrebbero aiutarmi a capire meglio me stesso.
- Anche se possiamo avere predisposizione per certi gusti alimentare essi, in linea di massima, sono mutevoli e possono adattarsi alle circostanze del momento. Ma solo a patto che diamo il giusto tempo sia al fisico sia al cervello d'accettare questi cambiamenti.
- Quando un cibo ci risulta sgradevole è molto facile per noi mangiarne fino al punto in cui capiamo perfettamente che abbiamo mangiato a sufficienza e non è necessario andare oltre; più quello stesso cibo ci diventa sempre più piacevole, più la nostra capacità di sentire chiaramente lo stimolo di sazietà si riduce.
Ora mi piacerebbe approfondire fino a che punto i miei disagi e le mie disinvolture (interiori) influenzano i giudizi altrui sul mio conto.
Questi piccoli esperimenti sono totalmente personali e la loro lettura non serve a nessuno che già non li abbia sperimentati.
Mi ricordano quando anni fa imparai lo Zazen dal mio maestro di Aikido.
Gli dissi che conoscevo molto della meditazione Zen e che avevo molti bei libri a casa che ne parlavano.
Lui mi chiese <<e ne parlano bene?>> io gli risposi di si, elencando tutti i benefici di cui parlavano i vari libri. (beata stupidità).
Sorrise e mi disse <<adesso ti faccio conoscere il tuo paradiso>>.
Mi tenne 35 minuti con occhi semi chiusi e gambe incrociate con l'ordine di tenere la postura e seguire il respiro. Ogni volta che mi distraevo arrivava puntuale un colpo di bastone sulla spalla.
Quando terminai quell'infernale meditazione mi chiese cosa avessi imparato.
Gli risposi che la mia mente faceva quel che voleva, il corpo era rigido e dolorante e provavo sensazioni completamente diverse da quelle scritte da quei poetici libri.
Sempre sorridendo mi rispose <<bravo, ora sai esattamente come si comporta la tua mente e quanto dovrai faticare per non permetterle di controllare totalmente a tua insaputa la tua vita>>.
Quella fu la mia prima vera lezione su me stesso.
Puoi leggere qualsiasi cosa di qualsiasi argomento, ma se non sperimenti in prima persona prestando la massima attenzione a ciò che accade dentro e fuori di te, avrai solo perso tempo nell'illusione d'aver imparato ciò che in realtà non conosci affatto.
Postato da molem - 01:48 -
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sabato, 24 gennaio 2009 -
In questi ultimi due mesi vi sono stati numerosi accadimenti nella mia vita.
Risposte a domande che mi sono posto per decenni, hanno trovato risposta.
Relazioni che mi trascinavo pietosamente come una catena da carcerato ai lavori forzati, si sono spezzate.
Problemi insopportabili e preoccupazioni varie, liquefatti come neve in un forno rovente.
Ho cercato una spiegazione plausibile a fatti successi per caso, senza apparenti motivazioni, che sono serviti per molti miei personali scopi.
Non ho trovato che una ennesima domanda senza risposta.
Mi sono detto:
“se tutto ciò che mi è accaduto fino ad ora è accaduto per caso, voglio che il caso in persona si manifesti a me e mi dia una risposto della propria esistenza”.
Pochi minuti dopo aver fatto ad alta voce questa precisa richiesta, hanno suonato al citofono di casa.
Era una ragazza (mia vicina di casa) che, scusandosi con me, mi riportava un libro su Gustavo Rol (Gustavo Rol una vita di prodigi) che le avevo prestato molti mesi prima e che si era dimenticata a Firenze dove studiava all'università.
Le chiesi se gentilmente, prima d'andarsene, potesse aprire il libro su una pagina a caso e lasciarlo aperto sul tavolo.
Lessi la pagina aperta da lei (la 129) in cui l'autore citava un esperto di parapsicologia che scrisse:
<<si riconferma in me l'opinione che i più notevoli fenomeni roliani siano il risultato di una interazione tra le sue qualità personali, poteri soggettivi di tipo animico (telecinesi, telepatia, chiaroveggenza, sopratutto) e interventi “esterni”, di tipo più o meno trascendentali, per non dire spiritico “tout court” >>
L'autore di quella frase veniva riportato solo 2 o 3 volte in tutto il libro di 199 pagine e, solo recentemente, ho scoperto che aveva legami strettissimi di sangue con una persona che mi sta mandando delle Mail.
L'ultima mandatami oggi parlava proprio di scelte che influenzano la nostra vita ed il mondo attorno a noi.
Una possibilità su milioni di miliardi che una cosa del genere, non pianificata, potesse succedere.
Ho acceso il PC ed aperto la cronologista dei siti visitati in una settimana.
Chiusi gli occhi, ho detto ad alta voce:
<<Io, in questo preciso momento, voglio sapere esattissime perché ciò che voglio si avvera mentre fino a pochi mesi fa, la mia vita è stata un vero inferno>>
Schiacciato il tasto sinistro del mouse mi si è aperta questa pagina del Blog “Sciamanesimo”, la cui proprietaria è stata l'ultima persona a commentare il mio Blog.
Dentro vi ho trovate un suo nuovo post che sembrava scritto esattamente per rispondere a quella richiesta.
L'intero suo scritto è stato illuminante per me.
Ma se potessi salvarne una sola frase per dire a qualcuno come vivere serenamente la propria esistenza, sceglierei questa:
“Più lavoriamo col cuore per la nostra felicità, più siamo consapevolmente partecipi nelle nostre creazioni e più l’Universo ci sostiene!”.
(attenzione però, questo ottimo consiglio funziona solamente a condizione che siate TOTALMENTE onesti con voi stessi su ciò che realmente volete; quindi dovete conoscervi, amarvi ed avere cieca fiducia in ciò che non potete controllare).
Non perdete tempo a cercare un creatore invisibile. Lo potete vedere ogni volta che vi guardate allo specchio.
[riguardo al nuovo template]
Il nuovo template che sto usando è stato scelto con questo criterio:
Scelti da internet i nomi di 16 template che mi piacevano, li ho scritti su altrettanti cartoncini e ne ho estratto uno.
L'anno scorso l'avrei scelto con la mente.
Fino a ieri l'avrei scelto col cuore.
Oggi, tra quelli suggeritimi dal cuore, l'ho fatto scegliere la caso.
Un sorriso
Postato da molem - 13:49 -
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